Una foto, una storia… Barcis

Barcis (Av)
Novembre 2009
Il lago di Barcis, come tutto il Friuli, ha sempre esercitato su di me un certo fascino; conosco questi posti da quando sono piccolo, ci sono praticamente cresciuto e per più di metà mi reputo friulano.
Piccoli cenni storici:
“Barcis sorge a 409 m s.l.m. in Valcellina, nelle Dolomiti friulane, sulle rive dell’ omonimo lago artificiale. La conca dove sorgono il paese e le sue frazioni è chiusa a Nord dal Monte Resettùm (2.067 m), a Ovest dai monti Crep Nudo (2.207 m) e Messer (2.230 m) a Sud dai monti Cavallo (2.251 m) e Cjastelât (1.641 m), a Est dai monti Raut (2.026 m) e Fara (1.342 m).
Nel cuore della Valcellina, Barcis prende il suo nome da “barcia” (barca), ovvero dal provenzale “bacis” (bacino), per la sua caratteristica forma a conca. Inizialmente era una località dell’antica Cellis, che, a causa di una frana, venne distrutta nel 1314 e poi ricostruita sulle sponde del fiume Cellina (da qui il nome Valcellina). Venne poi distrutta da un incendio nel 1606 una prima volta ed una seconda a causa della guerra nel 1944. Nel 1954 venne costruito il bacino idroelettrico da cui poi si formò il lago che con il suo surreale color verde smeraldo caratterizza questa piccola località turistica.”
Per il ponte dei morti, io, la mia ragazza e mio cugino decidiamo di ritornare in questi fantastici luoghi dopo più di 4 anni. Inutile dire che il viaggio non è altro che un nastro continuo di ricordi e di emozioni.
Le giornate sono incredibili e anche il cielo sembra farci regalo facendoci godere il lago in tutto il suo splendore cromatico. Arriviamo quando il sole è già alto e la luce sembra essere fin troppo dura ma appena guardo all’interno del mirino so già che mi ritroverò una foto fantastica; l’acqua verde smeraldo, l’argilla bianca che fa risaltare ancor di più il colore delle acque, la cornice delle dolomiti friulane…tutto sembra dire “Forza, sono qui in tutto il mio splendore. Cerca di non farmi sfigurare!”
E così è stato; mi sono impegnato molto per non sbagliare nulla in composizione, luce e colori (spero) e poi il lago ha fatto tutto lui. La d60 ha svolto un buon lavoro ma non vedo l’ora di tornarci con la d700.
Ho girato abbastanza anche per il mondo ma niente è paragonabile a questo. Certo esistono posti centomila volte più caratteristici,sensazionali,etc ma nulla riesce a farmi rimanere a bocca aperta come questo piccolo borgo di 270 abitanti.
Le emozioni per me sono una cosa difficile ma qui era proprio impossibile non provarle/sentirle.
Mi ricordo che dopo aver scattato almeno 100 foto tutte diverse sono rimasto a guardare questo spettacolo estasiato e senza parole. La mancanza di persone o turisti ha poi amplificato tutte queste sensazioni.
Il ritorno alla realtà è stato brusco, un motorino è passato lungo la strada adiacente e ci siamo rimessi in marcia verso un’altra emozione; ma questa è un’altra storia….
